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Quanto olio d’oliva verrà prodotto nel 2025?
La situazione in Italia
Dopo un 2024 segnato da siccità e caldo estremo (nonché da un calo produttivo del 24% secondo Ismea) la campagna olearia 2025/26 si apre con segnali incoraggianti per l’olivicoltura italiana. Secondo una stima congiunta di Coldiretti, Unaprol e FOA Italia, la produzione nazionale di olio extravergine potrebbe crescere del 30% rispetto alla scorsa annata, raggiungendo circa 300.000 tonnellate[1].
Le piogge estive hanno favorito soprattutto alcune regioni del Sud, dove Puglia e Calabria, che insieme rappresentano oltre il 60% della produzione nazionale, registrano incrementi stimati tra il 30% e il 40%. Situazione diversa al Nord, dove gli eventi meteorologici estremi hanno causato perdite fino al 40%, mentre nel Centro Italia si rileva una situazione disomogenea, con cali tra il 10% e il 15%.
L’annata segna anche un importante cambio normativo: un decreto sulla tracciabilità delle olive impone la registrazione dei movimenti entro sei ore dall’acquisto, con l’obiettivo di tutelare il Made in Italy e contrastare le frodi[2].
La campagna 2025 nell’area mediterranea
In parallelo, sul mercato internazionale, la produzione complessiva dei principali Paesi del Mediterraneo (Spagna, Italia, Grecia, Turchia, Portogallo e Tunisia) è stimata in circa 2,65 milioni di tonnellate, un dato in linea con la media dell’ultimo decennio[3]. Il prezzo medio all’origine in Europa si mantiene sopra i €6/kg, segno di un mercato ancora teso, con domanda stabile e offerta ridotta a livello globale.
Clima e acqua: l’adattamento passa dall’irrigazione di precisione
L’olivo (Olea europaea L.) è una specie xerofila, capace di sopravvivere a lunghi periodi di siccità grazie a un apparato radicale esteso e a foglie adattate a limitare la traspirazione. Tuttavia, i recenti scenari climatici — con precipitazioni irregolari e ondate di calore sempre più frequenti — rendono l’irrigazione una componente strutturale dell’olivicoltura moderna, anche per gli impianti tradizionalmente asciutti.

L’olivo, Olea Europea, è stata sempre considerata a torto una coltura con scarse esigenze idriche e l’irrigazione era riservata solo all’olivicoltura da mensa.
Oggi quasi tutta l’olivicoltura intensiva e tradizionale è irrigata per ottenere i seguenti risultati:
- Rapido sviluppo vegetativo nei primi anni d’impianto;
- Anticipare la messa in produzione;
- Aumentare la produzione e la sua qualità;
- Diminuire i problemi di alternanza di produzione.
I consumi idrici medi per un uliveto adulto variano a seconda dell’areale e dalle condizioni climatiche tra 700 e 3000 mc/ha.
I volumi irrigui stagionali possono variare in base a:
- Andamento climatico;
- Cultivar e portinnesto;
- Caratteristiche del suolo;
- Presenza o meno dell’inerbimento;
- Efficienza impiantistica e capacità gestionale;
- Qualità dell’acqua irrigua.
La microirrigazione a goccia consente di garantire un apporto idrico mirato durante le fasi fenologiche più critiche:
- fioritura, per favorire l’allegagione;
- accrescimento delle drupe, per migliorare pezzatura e contenuto in olio;
- maturazione, per bilanciare resa e qualità.
Gli studi dimostrano che una gestione irrigua corretta può incrementare la produttività del 50-60% rispetto al regime asciutto e migliorare sensibilmente la stabilità qualitativa dell’olio[4]. In impianti intensivi e superintensivi (oltre 1600 piante per ettaro), l’irrigazione è oggi un prerequisito per la redditività e per la competitività del comparto.
L’irrigazione di precisione consente di ridurre il volume complessivo di risorsa idrica impiegata fino al 35% rispetto ai metodi tradizionali, mantenendo rese e qualità costanti[5]. Negli ultimi anni, l’adozione di sensori di umidità, centraline di controllo e fertirrigazione automatizzata ha reso possibile una gestione sempre più precisa dei turni irrigui, evitando sprechi e ottimizzando i costi energetici.
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Irrigazione e fertirrigazione: le soluzioni per l’olivicoltura moderna
L’irrigazione goccia a goccia è oggi la tecnica più diffusa negli oliveti di nuova generazione. L’acqua viene distribuita direttamente nella zona esplorata dalle radici, garantendo la massima efficienza (>90%) e limitando le perdite per evaporazione o ruscellamento.
Le ali gocciolanti autocompensanti Irritec con sistemi antisifone e antiradice (Multibar F® a.s. e Multibar C® Roorguard) mantengono costante la portata anche in presenza di dislivelli e impediscono la penetrazione delle radici nei gocciolatori, preservando le prestazioni nel tempo.
I gocciolatori Irritec iDrop® sviluppati per l’irrigazione di precisione in coltura protetta sono utilizzati anche in olivicoltura nella versione autocompensante e con portate maggiori come 4-6-8e e 25 litri ora.
Subirrigazione
Negli impianti più moderni, le ali gocciolanti possono essere interrate da 30 a 40 cm di profondità. La subirrigazione consente di ridurre ulteriormente le perdite per evaporazione e limitare la crescita di infestanti, raggiungendo un’efficienza superiore al 95%[6]. Inoltre, le ali interrate sono protette da danneggiamenti meccanici e permettono una gestione più agevole delle lavorazioni in campo.
Fertirrigazione
L’integrazione dell’acqua con nutrienti idrosolubili migliora lo stato fisiologico della pianta e riduce l’alternanza produttiva. Tra i nutrienti più utilizzati: urea (46% N), nitrato di potassio (13% N – 46% K₂O), fosfato monoammonico (12% N – 61% P₂O₅) e nitrato d’ammonio (34% N).
Il programmatore Commander EVO® e il sistema Evo Radio System radio per la gestione a distanza delle elettrovalvole, permettono di controllare in modo efficace e da remoto le fasi irrigue e fertirrigue, monitorando pH, EC e distribuzione dei nutrienti.
Come progettare e gestire un impianto di irrigazione efficiente
Vediamo insieme quali sono in punti essenziali:
- Installazione precoce: montare il sistema contestualmente al trapianto per agevolare l’affrancamento radicale.
- Spaziatura e portata:
- terreni sabbiosi → gocciolatori ravvicinati (50–60 cm) e turni più frequenti;
- terreni argillosi → distanze maggiori (70–100 cm) e turni più lunghi.
- Filtrazione e manutenzione: usare filtri automatici con controlavaggio; controllare regolarmente valvole, contatori e sfiati d’aria.
- Automazione: gestire valvole e irrigazioni tramite centraline programmabili e sensori di umidità del suolo.
- Deficit controllato (RDI): nelle fasi meno sensibili, ridurre i volumi fino al 40–50% senza impatti negativi sulla resa o sulla qualità dell’olio[7].
L’irrigazione di precisione come leva per la qualità
La crescita produttiva del 2025/26 è un buon segnale per il comparto olivicolo italiano, ma anche una sfida per il futuro: aumentare la resa ottimizzando le risorse idriche.
L’adozione di sistemi a goccia, secondo la letteratura, consente di ottenere:
- fino al 30% di riduzione del consumo idrico rispetto a sistemi tradizionali,
- circa il +20% di efficienza energetica,
- stabilità produttiva anche in annate siccitose,
- olio di maggiore qualità, più ricco di polifenoli e più stabile nel tempo.
In un contesto di mercato sempre più competitivo, l’irrigazione a goccia e la fertirrigazione rappresentano strumenti indispensabili per un’olivicoltura moderna, orientata all’eccellenza e che fa un uso razionale delle risorse.
Fonti
- “Olio di oliva italiano, stime di produzione 2025–2026: +30% rispetto al 2024–25”, Olivo e Olio – Edagricole, 22 settembre 2025.
- “Nuove regole per la tracciabilità delle olive”, Unaprol – Coldiretti, 2025.
- “Olive Oil Production in Leading Countries Forecast to Fall to 2.65 Million Tons”, Olive Oil Times, luglio 2025.
- Molina-Moral J.C. et al., “The Sustainability of Irrigation Strategies in Traditional Olive Orchards”, MDPI Agronomy, 2021.
- “Irrigation Scheduling Optimisation in Olive Groves”, ResearchGate, 2025.
- “Olive-grove: it works and saves on underground irrigation”, Olivonews.it, giugno 2024.
- “The Sustainability of Irrigation Strategies in Traditional Olive Orchards”, MDPI Agronomy, 2021.
Letteratura sul risparmio idrico e l’efficienza
“Evaluating the Effectiveness of Water-Saving Irrigation on Wheat (Triticum aestivum L.) Production in China: A Meta-Analytical Approach”, Plants, 2025
- “Regulated deficit irrigation for crop production under drought stress. A review”, Agronomy for Sustainable Development, 2016.
- “Furrow-irrigation application efficiency in mid-southern U.S. conservation tillage systems”, Agronomy Journal, 2021.








