Indice dei contenuti
L’importanza della filtrazione nell’irrigazione a goccia
In un impianto di irrigazione a goccia l’acqua attraversa erogatori con piccoli passaggi, pensati per rilasciare ogni goccia in modo preciso. Questo è il punto di forza del sistema, ma perché resti sempre efficiente è necessaria una protezione, una barriera, contro sabbia, limo e ogni genere di microparticelle.
Per questo la stazione di filtrazione è, a tutti gli effetti, il “cuore” dell’impianto. Senza un filtro adeguato, nel circuito irriguo possono accumularsi:
- sabbia, limo e argilla;
- residui organici, alghe, biofilm;
- particelle che causano abrasioni e usura dei componenti.
Le conseguenze sono note: intasamenti ricorrenti, perdita di uniformità di erogazione, cali di pressione imprevisti, più manutenzione e una vita utile ridotta per gocciolatori, tubazioni e valvole.
Quando la filtrazione è correttamente dimensionata, invece, l’impianto lavora “in trasparenza”: l’acqua arriva ai gocciolatori in condizioni ideali, la fertirrigazione può essere gestita in sicurezza e l’agricoltore non è costretto a intervenire di continuo per pulire o sostituire componenti.
Tipologie di filtrazione in base alle situazioni: una guida rapida
La scelta del filtro giusto parte sempre da una domanda: che tipo di acqua stiamo utilizzando?
L’acqua di pozzo, ad esempio, è spesso ricca di sabbia e particelle minerali grossolane. L’acqua di canale, fiume, lago o invaso può contenere limo, argilla, residui vegetali, alghe e materiale organico, con una torbidità che cambia nel corso della stagione. Le acque di recupero o reflue trattate presentano spesso carichi organici più elevati.
Per progettare la filtrazione in modo corretto è utile:
- analizzare l’acqua nei periodi di maggiore torbidità (es. fine estate o dopo piogge intense);
- valutare la presenza di SST – Solidi Sospesi Totali (sabbia, limo, argilla);
- capire quanto materiale organico è presente e in che forma.
Da qui discende la scelta dei diversi sistemi di filtrazione, che spesso lavorano in combinazione.
Filtri a rete
I filtri a rete utilizzano un elemento filtrante in maglia metallica o sintetica.
La filtrazione è di tipo superficiale: le particelle si fermano sulla rete, mentre l’acqua prosegue.
Sono particolarmente adatti quando l’acqua è relativamente pulita o proviene da pozzi con una presenza moderata di particelle grossolane.
In molti impianti vengono impiegati anche come filtri “di sicurezza”, installati a valle della stazione principale
per intercettare eventuali residui rilasciati a seguito di rotture o anomalie a monte.

Filtri a dischi
I filtri a dischi rispondono all’esigenza di trattare acque più “difficili”.
L’elemento filtrante è formato da una pila di dischi scanalati che, compressi tra loro,
creano una struttura tridimensionale.
L’acqua è costretta a percorrere una serie di microcanali tortuosi e le particelle vengono trattenute in profondità.
Questo tipo di filtrazione garantisce:
- grande superficie filtrante;
- elevata capacità di trattenere particelle fini solide e organiche;
- ottima compatibilità con sistemi a goccia e con la fertirrigazione.
Per impianti di medie e grandi dimensioni, o quando la qualità dell’acqua è variabile,
i filtri a dischi diventano spesso la soluzione di riferimento.

Filtri a sabbia
I filtri a sabbi (o a media) sono la scelta ideale quando si lavora con acque superficiali molto torbide. L’acqua attraversa uno strato di sabbia e, rallentando, lascia intrappolate le particelle lungo tutto lo spessore del letto filtrante.

Sono particolarmente indicati per:
- fiumi, canali, bacini aziendali e invasi con limo, argilla e materiale organico;
- portate elevate e alto carico di solidi sospesi
- situazioni in cui si vuole ridurre il carico di impurità a monte di un sistema a dischi o a rete
Idrocicloni
L’idrociclone è un separatore di sabbia che sfrutta la forza centrifuga. L’acqua entra nel corpo dell’idrociclone con moto tangenziale, le particelle pesanti vengono spinte verso la periferia e precipitano in una camera di raccolta, mentre l’acqua più pulita risale verso l’uscita.

È la soluzione ideale quando il problema principale è la sabbia, ad esempio nelle acque di pozzo. In questi casi l’idrociclone si installa a monte della stazione principale di filtrazione, proteggendo i filtri a valle da abrasione e usura e riducendo la frequenza dei controlavaggi.
Le soluzioni Irritec per la filtrazione nell’irrigazione agricola
Per coprire le esigenze di impianti e fonti d’acqua molto diverse, Irritec propone una gamma completa di soluzioni per la filtrazione dell’irrigazione agricola. Nella sezione dedicata alla filtrazione troviamo:
- Filtri manuali in plastica in linea (i-Filters™)
- Filtri manuali in plastica Rotofilters™
- Filtri a dischi automatici: Rotodisk® Automatic
- Idrocicloni in plastica e metallo
- Filtri a rete e a dischi manuali in metallo
- Filtri a sabbia in metallo
- Pre filtri, kit di automazione ed altri accessori utili
Tutti questi prodotti sono accomunati da elementi filtranti robusti e flessibili, in grado di resistere agli sbalzi di pressione e alle sollecitazioni esterne. La tenuta idraulica è assicurata anche a pressioni elevate, mentre la varietà di gradi di filtrazione disponibili consente di soddisfare le esigenze dei diversi gocciolatori e ali gocciolanti.
Un altro aspetto importante è la semplicità: la struttura è pensata per ridurre al minimo la necessità di interventi di manutenzione e rendere più intuitive le operazioni di ispezione, lavaggio e sostituzione delle parti.
Per controllare agilmente le batterie di filtraggio l’utilizzo di un programmatore. Il Commander FLT® agevola e semplifica le quotidiane attività di controllo e gestione di lavaggio e controlavaggio dei filtri in modo automatico e efficiente, permettendo al proprio impianto irriguo di operare in modo performante.
Focus: filtri a dischi Rotodisk® Automatic

Nella gamma Irritec, i filtri Rotodisk® Automatic rappresentano una soluzione avanzata per chi cerca affidabilità e automazione. Il corpo è in poliammide rinforzata con fibra di vetro, mentre l’elemento filtrante è costituito da dischi scanalati che generano, grazie alla presenza del dispositivo “Rotodisk” durante il funzionamento, una forza centrifuga capace di mantenere le particelle solide lontane dalla superficie filtrante, ritardando così l’intasamento.
Il controlavaggio è automatico: grazie a un sistema meccanico-idraulico, il flusso si inverte, i dischi si decomprimono, si separano leggermente e vengono puliti da getti d’acqua che li mettono in rotazione. In questo modo la stazione può rigenerare la massa filtrante senza fermare il ciclo irriguo e con un consumo d’acqua ottimizzato.
Scopriamo il nuovo sistema RSL 3″ LP
All’interno della famiglia Rotodisk® Automatic, il RSL LP rappresenta l’ultima evoluzione in termini di efficienza e versatilità. Si tratta di un gruppo di filtraggio in linea composto da più filtri Rotodisk® Automatic LP da 3″, montati in batteria (da qui il termine “multitesta”), completo di collettori, valvole a tre vie e piedi di sostegno, e predisposto per il kit automazione.
La sigla LP (Low Pressure) indica una caratteristica chiave di questi filtri: il nuovo design della massa filtrante consente di effettuare controlavaggi efficaci anche a pressioni più basse rispetto agli standard tradizionali, con una pressione minima di controlavaggio pari a 1,5 bar. Al tempo stesso, l’aumentata superficie filtrante migliora ulteriormente le prestazioni con acque difficili, consentendo di intercettare una maggiore quantità di particelle prima che il filtro debba essere pulito.
Possiamo riassumere i principali vantaggi del sistema RSL 3″ multitesta LP così:
- maggiore superficie filtrante (1.675 cm² per elemento), con intervalli più lunghi tra un controlavaggio e l’altro;
- bassa pressione di controlavaggio (1,5 bar), con un impatto positivo su consumi energetici e dimensionamento delle pompe;
- ottime prestazioni con acque impegnative, grazie alla combinazione tra filtrazione a dischi e effetto centrifugo interno;
- modularità e compatibilità con la gamma Rotodisk® Automatic, che facilitano aggiornamenti e ampliamenti di impianti esistenti.
In pratica, RSL 3″ LP è pensato per impianti professionali di piccole, medie e grandi dimensioni, in cui servono portate consistenti, continuità di servizio e capacità di gestire acque di qualità da media a scarsa.
Quando scegliere RSL 3″ multitesta LP: un caso in campo
Per capire meglio in quali situazioni il sistema RSL 3″ multitesta LP può fare la differenza, immaginiamo una realtà concreta: un’azienda frutticola di 25–30 ettari che utilizza irrigazione a goccia, fertirrigazione e acqua da invaso aziendale.
In questo scenario la qualità dell’acqua è tutt’altro che costante. Dopo le piogge aumenta la presenza di limo e argilla; nei mesi più caldi, la componente organica (alghe, residui vegetali) tende a crescere; la sabbia fine può entrare in gioco a seguito di movimenti di sedimenti. Se la filtrazione non è allineata a queste condizioni, le conseguenze sono immediate: gocciolatori che si intasano con frequenza, necessari controlli continui, lavaggi manuali, cali di pressione improvvisi e una distribuzione non uniforme dell’acqua e dei fertilizzanti.
Una configurazione tipo potrebbe prevedere:
- una stazione di filtrazione primaria con RSL 3″ multitesta LP dimensionata sulla portata dell’impianto, con dischi a 130 micron per proteggere i gocciolatori;
- opportuni filtri di sicurezza installati a valle delle valvole di settore per provvedere ad una protezione aggiuntiva delle linee di distribuzione.
In questo modo l’acqua che raggiunge l’impianto è filtrata in modo fine e costante. La bassa pressione di controlavaggio consente di lavorare senza sovradimensionare eccessivamente il gruppo di pompaggio; l’automazione della stazione riduce al minimo gli interventi manuali; la vita utile dei gocciolatori aumenta e la fertirrigazione diventa più precisa e ripetibile nel tempo.
Per un’azienda che lavora con colture ad alto valore, questa combinazione significa trasformare un potenziale punto critico (la qualità dell’acqua) in un elemento di solidità dell’intero sistema irriguo.
Filtri per l’irrigazione agricola: una scelta strategica in fase progettuale
La filtrazione nell’irrigazione a goccia non è un dettaglio tecnico, ma una vera e propria scelta strategica.
Progettare bene la stazione di filtrazione vuol dire proteggere l’impianto, garantire uniformità di irrigazione e fertirrigazione, ridurre i costi di manutenzione, aumentare la vita utile dei gocciolatori e, in ultima analisi, sostenere la redditività dell’azienda agricola.
Nei casi più semplici possono bastare filtri a rete e soluzioni manuali. Ma quando entrano in gioco acque difficili, superfici ampie e colture ad alto valore, sistemi come RSL 3″ multitesta LP, inseriti in una strategia di filtrazione completa con idrocicloni, filtri a graniglia e filtri di sicurezza, diventano alleati fondamentali per un’irrigazione di precisione davvero sostenibile nel tempo.
Per ottenere supporto nella progettazione e nella scelta dei sistemi più adatti per specifiche coltivazione, Irritec è sempre a disposizione di installatori, aziende agricole e privati. Cliccate qui per entrare in contatti con i nostri esperti.





