Kiwi: produzione, mercato e gestione idrica nelle fasi centrali della stagione - Irritec blog

Kiwi: produzione, mercato e gestione idrica nelle fasi centrali della stagione

Nelle fasi centrali della stagione estiva, il kiwi affronta un momento cruciale per la qualità e la risposta del mercato. Irrigazione a goccia, fertirrigazione e controllo di pH ed EC diventano determinanti per un buon raccolto e un uso efficiente dell’acqua.

Kiwi, in Italia la qualità del raccolto alla prova del grande caldo

A fine luglio, negli impianti di kiwi italiani, la stagione entra in una fase decisiva. I frutti sono in pieno accrescimento, le temperature raggiungono i valori più elevati dell’anno e la disponibilità idrica diventa uno dei fattori che più incidono su pezzatura, uniformità e qualità finale.

Il tema è ancora più attuale in un’estate segnata da nuovi episodi di caldo intenso in Europa. Secondo Copernicus, giugno 2026 è stato il secondo giugno più caldo a livello globale nella serie ERA5, mentre molte aree dell’Europa occidentale hanno registrato condizioni particolarmente calde e secche. Per le colture frutticole ad alto fabbisogno idrico, come l’actinidia, questo significa una sola cosa: è sempre più determinante un’irrigazione intelligente, che risponda al momento giusto alle reali esigenze delle piante, evitando di sprecare l’acqua.

Il kiwi tra mercato globale e nuove fragilità produttive

Il kiwi resta una coltura strategica nel panorama frutticolo internazionale. Secondo dati FAO richiamati dalla letteratura scientifica, la produzione mondiale di kiwifruit nel 2023 si è attestata intorno a 4,43 milioni di tonnellate, su oltre 286 mila ettari, con Cina, Nuova Zelanda, Italia e Grecia tra i principali Paesi produttori.

Il quadro internazionale conferma una fase dinamica: in Nuova Zelanda, il raccolto 2025/26 è stimato da USDA FAS in circa 794.490 tonnellate, dopo due stagioni più difficili segnate da problemi di manodopera, qualità dei frutti ed eventi meteo avversi; NZKGI segnala inoltre che il kiwi resta la principale voce dell’export ortofrutticolo neozelandese, con ricavi attesi in crescita del 16%. Anche il Cile guarda a una stagione 2026 in espansione, con esportazioni previste intorno a 170.000 tonnellate e una crescita stimata tra 16% e 20%, mentre in Grecia la siccità estiva ha costretto diversi produttori ad aumentare gli interventi irrigui, con ricadute sui costi di acqua ed energia.

L’Italia mantiene un ruolo di primo piano nella produzione mondiale di kiwi, ma il comparto vive una fase complessa. Secondo CSO Italy, le superfici produttive nazionali superano i 25.000 ettari e il potenziale produttivo potrebbe arrivare a circa 600.000 tonnellate; tuttavia, negli ultimi anni, le produzioni effettive sono risultate deficitarie e si sono posizionate su livelli molto inferiori al potenziale. Le aree più importanti restano Lazio, Piemonte, Emilia-Romagna, Calabria e Veneto, con il Lazio che da solo rappresenta mediamente circa un terzo della produzione nazionale.

Questo divario emerge chiaramente dalle ultime campagne. Per il 2024/25 erano attese circa 277.500 tonnellate a livello nazionale, in lieve ripresa rispetto alla campagna precedente ma ancora su volumi contenuti: 179.000 tonnellate di kiwi verde, 94.000 di kiwi giallo e poco più di 4.000 tonnellate di kiwi rosso. Per la campagna 2025/26 le stime indicano un ulteriore recupero, con circa 341.000 tonnellate complessive, pari a un aumento del 17% sul 2024/25. Il quadro rimane però condizionato da fitopatie, moria, eventi climatici irregolari e riduzione delle superfici produttive, soprattutto per il kiwi verde in alcune aree del Centro-Nord.

Kiwi ala gocciolante e irrigatore - Irritec

Moria, caldo e suolo: perché la gestione dell’acqua è sempre più delicata

L’actinidia è una coltura esigente e, allo stesso tempo, sensibile. CREA ha evidenziato un aspetto chiave: il kiwi ha un importante fabbisogno d’acqua, ma è anche molto sensibile alla carenza di ossigeno nelle radici; se queste restano sommerse anche per periodi brevi, possono subire danni importanti.

È proprio questa doppia esigenza a rendere la gestione irrigua così delicata: l’impianto deve garantire continuità idrica nei momenti critici, ma senza creare ristagni o squilibri nel volume di suolo esplorato dalle radici. Non a caso, nei disciplinari di produzione integrata l’irrigazione per scorrimento non è ammessa e viene richiesto di registrare data, volume irriguo e piogge, rispettando i volumi massimi in funzione del terreno.

A fine luglio, questo equilibrio diventa ancora più importante. Le alte temperature aumentano la traspirazione della chioma, mentre la fase di accrescimento dei frutti richiede disponibilità costante di acqua e nutrienti. In assenza di una gestione precisa, lo stress idrico può riflettersi su calibro, omogeneità, qualità commerciale e tenuta della pianta.

Perché l’irrigazione a goccia è centrale nel kiwi

L’actinidia può arrivare, in alcuni ambienti, a fabbisogni idrici molto elevati, fino a 10.000 m³/ha/anno. Per questo l’irrigazione deve essere progettata per massimizzare l’efficienza e distribuire acqua in modo regolare, localizzato e controllabile.

Nei moderni impianti di kiwi, l’irrigazione a goccia consente di portare acqua e nutrienti direttamente nell’area radicale, riducendo sprechi e rendendo più precisa la gestione degli apporti. La letteratura tecnica sottolinea come il kiwi richieda irrigazioni brevi e frequenti, soprattutto tra luglio e agosto, quando il fabbisogno idrico è particolarmente elevato e la probabilità di piogge utili è più bassa.

Irritec propone soluzioni dedicate agli impianti di actinidia, con ali gocciolanti e sistemi localizzati pensati per rispondere alle diverse condizioni di campo. Multibar C e Multibar F, in quanto ali autocompensanti, sono indicate per superfici con pendenze, mentre Tandem rappresenta una soluzione adatta alle superfici in piano. In media, l’impianto può prevedere circa 2.500 metri lineari di ala per ettaro, spesso sollevata e legata alle strutture di tutoraggio del kiwi.

La scelta del gocciolatore dipende dalla tessitura del terreno e dal progetto irriguo: spaziature di 30-40 cm e portate orientative tra 1,5 e 2 l/h permettono di costruire una bagnatura regolare, favorendo una distribuzione efficiente dell’acqua lungo la fila.

 

Doppio impianto: goccia per irrigare, aspersione per proteggere

Negli ultimi anni si è diffuso anche il ricorso al doppio impianto: goccia per l’irrigazione ordinaria e aspersione per funzioni climatizzanti, in particolare per il controllo delle gelate.

Per questa applicazione Irritec propone piccoli irrigatori a vibrazione antinsetto come il 700, installati in genere uno per pianta, con portate di circa 70-80 l/h. Oppure i microirrigatori dinamici a testa in giù 866 o 866PC. L’obiettivo è bagnare uniformemente il terreno, meglio se inerbito, sfruttando il rilascio di calore generato dal passaggio dell’acqua allo stato solido durante gli eventi di gelo. Una gestione corretta può contribuire a proteggere la coltura nelle fasi sensibili, integrando la funzione dell’impianto a goccia.

Fertirrigazione, pH ed EC: il controllo che migliora la qualità

Nel kiwi l’irrigazione non riguarda solo l’acqua. La fertirrigazione è uno strumento fondamentale per distribuire nutrienti in modo proporzionale, efficiente e coerente con le esigenze della pianta.

Un fattore da monitorare con attenzione è il pH: valori superiori a 7,6 possono favorire fenomeni di clorosi e limitare lo sviluppo qualitativo del frutto. In questi casi, l’iniezione controllata di acido in fertirrigazione può rappresentare una pratica utile per migliorare la gestione della soluzione circolante.

Allo stesso tempo, il controllo di pH ed EC tramite sonde in linea consente di prevenire picchi di salinità, squilibri nelle acque sotterranee e apporti non uniformi di fertilizzante. Per le aziende che coltivano kiwi verde e kiwi giallo sulla stessa superficie, Irritec ha sviluppato fertirrigatori proporzionali con doppia ricetta, pensati per gestire in modo semplice e preciso esigenze agronomiche differenti.

Nella fase centrale della stagione, la precisione fa la differenza

Il kiwi è una coltura ad alto valore, ma anche ad alta sensibilità agronomica. La competitività del comparto italiano passa dalla capacità di produrre frutti di qualità, uniformi e rispondenti alle richieste del mercato, in un contesto climatico sempre più variabile.

Per questo, nella fase centrale dell’estate, l’irrigazione a goccia diventa una scelta strategica: permette di sostenere l’accrescimento dei frutti, ottimizzare l’uso della risorsa idrica, integrare la fertirrigazione e proteggere il potenziale produttivo dell’impianto.

Con ali gocciolanti, sistemi di aspersione, automazione e fertirrigazione proporzionale, Irritec affianca le aziende agricole nella progettazione di soluzioni efficienti per la coltivazione professionale del kiwi, mettendo al centro precisione, affidabilità e gestione responsabile dell’acqua.

 

Fonti 

 

14 Luglio 2026

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