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L’acqua come fattore strategico dell’agricoltura italiana (dati ISP–Acea 2025)
Il Rapporto 2025 dell’Osservatorio sulle Risorse Idriche di Intesa Sanpaolo e Acea evidenzia come la risorsa idrica sia divenuta l’elemento più strategico dell’agricoltura italiana. Nonostante nel 2025 le precipitazioni abbiano registrato un recupero significativo (+31% sul recente passato), la distribuzione rimane irregolare: il Centro-Sud ha beneficiato più del Nord, dove gli invasi continuano a mantenersi sotto le medie pluriennali.
L’agricoltura — che secondo le stime ISP–Acea continua a rappresentare l’ambito più rilevante di prelievo idrico del Paese con circa il 60% dei consumi totali con un quinto della superficie agricola irrigata — vive quindi una condizione strutturale di pressione, legata non solo alla quantità d’acqua disponibile, ma alla sua variabilità nel tempo. Questi dati, infatti, ci fanno riflettere sull’importanza vitale che l’acqua ha sul comparto e di conseguenza sulla sua vulnerabilità.
Il report conferma che l’Italia è tra i Paesi europei più esposti allo stress idrico nella produzione agricola, in ragione del peso delle colture ad alto valore e della sensibilità dei cicli produttivi ai periodi siccitosi. Per questo, la vera sfida non è solo avere più acqua, ma usarla meglio, aumentando l’efficienza, riducendo gli sprechi e migliorando la produttività idrica per metro cubo.

Una nuova cultura dell’acqua per un’agricoltura più resiliente
Il Rapporto richiama con forza la necessità di una “nuova cultura dell’acqua”, indispensabile in un contesto in cui scarsità idrica, cambiamenti climatici, crescita demografica e pressioni competitive rendono la gestione della risorsa sempre più strategica. Questa nuova visione si basa su quattro pilastri: consapevolezza, competenze, innovazione e buona governance, per un uso dell’acqua equo, efficiente e responsabile.
A livello internazionale, il multilateralismo guidato da ONU e FAO ha riportato l’acqua al centro delle politiche agricole e di sicurezza alimentare, grazie a standard e strumenti come AQUASTAT, AquaCrop, AquaMaps e GAEZ, oggi fondamentali per orientare decisioni e strategie. L’Unione Europea, con la Water Resilience Strategy, traduce questi principi in obiettivi concreti: digitalizzazione delle reti, incentivi al riuso, rendicontazione avanzata e sostegno all’efficienza irrigua.
Il report sottolinea inoltre il ruolo dell’innovazione, indicando l’irrigazione di precisione — basata su IoT, dati satellitari e algoritmi decisionali — come leva fondamentale per ridurre i consumi, contenere i costi energetici, mitigare lo stress idrico e aumentare le rese. Ma la transizione richiede anche nuove competenze: figure come il Water Officer nelle istituzioni e il Water Manager nelle imprese, formate su ciclo idrico, infrastrutture, economia circolare, digitalizzazione e governance.
Adottare indicatori come water footprint e acqua virtuale, insieme a certificazioni terze, permette di misurare e valorizzare l’efficienza idrica, mentre strumenti finanziari pubblici e privati — PAC, PSR, PNRR, BEI, credito agevolato, green bond e PPP — diventano abilitatori decisivi per modernizzare le reti e favorire tecnologie avanzate e infrastrutture per il riuso.
Il messaggio dell’Osservatorio è chiaro: solo un approccio davvero olistico, attento alle differenze territoriali e orientato all’efficientamento irrigui, potrà garantire resilienza, competitività e benefici diffusi per tutto il sistema agroalimentare italiano. Ed è in questa direzione che si colloca il crescente ruolo dell’irrigazione sostenibile, oggi uno degli strumenti più efficaci per preparare il settore alle sfide dei prossimi anni.
Cos’è l’irrigazione sostenibile e perché è il cuore dell’agricoltura del futuro
L’irrigazione sostenibile non si occupa solo di ridurre il consumo d’acqua, ma di massimizzarne l’efficacia. Tecniche come la microirrigazione permettono di uniformare la distribuzione, limitare le perdite per evaporazione e ruscellamento e abbinare l’apporto idrico alla fertirrigazione, migliorando l’assorbimento dei nutrienti.
É il metodo in assoluto più efficiente: fino al 95% in subirrigazione*, consentendo un notevole risparmio delle risorse idriche ed energetiche rispetto all’irrigazione per aspersione e all’irrigazione tradizionale (a solco o a scorrimento), che consentono rispettivamente un’efficienza del 70-80% e 45-65% (vedi qui). La microirrigazione consente anche un risparmio energetico, di fertilizzanti e fitofarmaci ed un incremento della produzione che varia dal 20 al 90% (vedi Shamshery et al. (2017), MIT, PLOS ONE qui).
La microirrigazione comprende due tipologie: microaspersione e irrigazione a goccia. I sistemi di irrigazione a goccia riducono i costi di pompaggio, grazie alla minore pressione richiesta.
Generalmente, il risparmio idrico dovuto all’impiego di sistemi di irrigazione a goccia rispetto a quelli tradizionali può arrivare fino al 50%* (vedi qui).
In un contesto climatico imprevedibile, queste soluzioni non solo riducono i consumi, ma stabilizzano le rese, proteggono i raccolti e sostengono la competitività delle filiere agroalimentari.
Il report ISP–Acea 2025 ci segnala che i sistemi a goccia possono ridurre le perdite idriche fino a meno del 10% vs. sistemi più tradizionali (come quelli gravitazionali), che sono caratterizzati da perdite maggiori (superiori anche al 50%).
L’impiego di erogatori a goccia va associato sempre più ad un eco-sistema ad alta tecnologia, guidato dalla conoscenza, dai dati e dalle automazioni: il progresso, si evince anche leggendo il rapporto ISP-Acea, passa da un mix di investimenti in formazione, tecnologie e modelli analitici capaci di prendere decisioni informate. Tutti elementi che già oggi definiscono l’irrigazione di precisione, ambito del cosiddetto “smart farming”: sistemi agrometeo, DSS, centraline di fertirrigazione e sistemi di automazione consentono oggi una gestione dinamica dell’acqua, basata su dati reali e su esigenze specifiche della coltura.
Parallelamente, cresce l’importanza del riuso delle acque reflue depurate, indicato dal report come una delle leve future per aumentare la resilienza del sistema agricolo. Anche in questo campo, l’irrigazione localizzata rappresenta il metodo ideale per massimizzare l’patto positivo di questa risorsa, grazie al maggiore controllo e alle minori dispersioni.
In questo senso, le sperimentazioni Irritec condotte recentemente sulle acque reflue, hanno dimostrato l’efficienza e la resistenza (ad esempio alle occlusioni dovute alla possibile creazione di film batterici) di ali gocciolanti come eXXtreme Tape® *.

Il contributo di Irritec alla transizione e l’irrigazione di precisione
Irritec produce e distribuisce nel mondo soluzioni complete per la microirrigazione e la fertirrigazione, tra cui ali gocciolanti, gocciolatori, tubazioni, filtri, valvole, automazioni e sistemi agrometeo.
Il valore distintivo di Irritec risiede nel know-how tecnico e nella capacità di trasformare dati, esigenze agronomiche e ambientali in impianti altamente performanti. I tecnici dell’azienda lavorano a fianco di aziende agricole, progettisti e operatori della filiera, offrendo consulenza nella progettazione e nella gestione della fertirrigazione e nell’adozione di sistemi digitali. Questa presenza costante sul territorio permette di costruire soluzioni su misura, realmente adattate alle condizioni climatiche, pedologiche e colturali.
Ma l’impegno tecnologico e il supporto tecnico alle aziende, fa parte di un impegno più ampio: quello per lo sviluppo di una filiera in cui vi sia attenzione alla sostenibilità attraverso la diffusione di una nuova cultura dell’acqua.
Il programma Green Fields® di Irritec – che riunisce iniziative, servizi e strumenti dedicati agli agricoltori, con l’obiettivo di promuovere una gestione più responsabile delle risorse impiegate in agricoltura e valorizzare soluzioni sviluppate secondo specifici criteri definiti dal programma – con il progetto di recupero della plastica, ogni anno incentiva il riciclo delle ali gocciolanti dismesse, favorendo un modello virtuoso.
In parallelo, Irritec investe nella formazione tecnica attraverso Irritec Academy®: seminari, webinar, progetti in campo e programmi di capacity building internazionale che diffondono competenze agronomiche avanzate e promuovono una gestione dell’acqua basata su dati, tecnologie e strumenti decisionali.
Per approfondire l’impegno di Irritec, è possibile vistare il sito web ufficiale, a questo link.
Scarica il Rapporto 2025 dell’Osservatorio sulle Risorse Idriche ISP–Acea
*Le informazioni e/o i risultati qui presentati trovano dettaglio e contestualizzazione nel nostro Bilancio di Sostenibilità.


