Uva da tavola: mercato e redditività con apirene e irrigazione a goccia - Irritec blog

Uva da tavola: mercato e redditività con apirene e irrigazione a goccia

Le produzioni di uva da tavola a livello globale puntano su smart farming e innovazioni varietali. L’irrigazione di precisione diventa la chiave per affrontare sfide climatiche e concorrenza internazionale, garantendo qualità e competitività. Facciamo il punto.

Il mercato mondiale dell’uva da tavola

Il mercato globale dell’uva da tavola si presenta frammentato tra raccolti abbondanti, difficoltà climatiche e nuove strategie di esportazione. In Europa, l’Italia conferma il suo ruolo centrale, con una campagna siciliana positiva e una pugliese segnata da pressioni sui prezzi; la Germania resta un mercato dominato dall’offerta italiana, mentre la Spagna ha avviato la stagione in ritardo e con frutti più piccoli, e nei Paesi Bassi l’Italia beneficia della minore concorrenza di Spagna e Grecia. In Nord America la California registra rese elevate e domanda crescente, mentre il Sudafrica tocca un record di esportazioni, pur dovendo affrontare nuovi dazi verso gli Stati Uniti e un calo dei flussi verso l’Asia. L’Egitto chiude con volumi in aumento ma qualità disomogenea, l’India prevede un calo del 15-20% delle esportazioni a causa del meteo, il Cile mantiene i livelli della scorsa stagione puntando a diversificare oltre gli USA, e il Brasile resta dipendente dall’Europa nonostante i dazi. Il Perù continua la sua espansione, trainata da varietà premium e da una crescita del 4%, con sbocchi mirati in Stati Uniti, Europa e Asia.

L’uva da tavola italiana è leader dell’export in Europa

L’Italia è leader in Europa nella produzione di uva da tavola. Un primato costruito non solo sulla quantità, ma sulla capacità di innovare a livello agronomico e tecnologico. Con oltre 50.000 ettari coltivati, concentrati in Puglia, Sicilia e Sardegna, il comparto guarda al futuro attraverso due direttrici sempre più interconnesse: l’evoluzione varietale e l’irrigazione di precisione.

In Italia la coltivazione dell’uva da tavola si concentra maggiormente nelle regioni di Puglia, Sicilia, Basilicata e Sardegna e rappresenta un’eccellenza agroalimentare per la quale non sono mancate e non mancano le innovazioni sia nella tecnica di coltivazione, che nell’evoluzione varietale.

La produzione, sotto un profilo qualitativo e quantitativo, può raggiungere risultati migliori attraverso l’adozione di metodi irrigui innovativi, sempre più precisi e smart. L’aumento delle temperature e la riduzione della disponibilità della risorsa idrica nelle regioni vocate a questa coltura implicano l’adeguamento della tecnica irrigua e la sua gestione ben sapendo che mentre, nell’uva da vino si mira ad esaltare le caratteristiche adatte alla vinificazione nell’uva da tavola, si privilegiano i parametrici merceologici. L’obiettivo del produttore è quello di ottenere acini integri, grossi, uniformi, dolci e croccanti.

L’Europa rappresenta storicamente il principale sbocco commerciale per l’uva da tavola italiana, con Germania, Francia, Paesi Bassi e Regno Unito tra i principali Paesi importatori. In questo contesto, la varietà più diffusa e apprezzata è la “Italia”, che continua a costituire il fulcro delle esportazioni. Negli ultimi anni, però, gli accordi stipulati dall’Unione Europea con Paesi extraeuropei hanno favorito l’ingresso di nuovi concorrenti, ampliando l’offerta e aumentando la competizione per i produttori italiani.

Per affrontare queste sfide, il settore punta su più direttrici: elevare gli standard qualitativi e sanitari delle produzioni; valorizzare le proprietà salutistiche dell’uva; promuovere il prodotto attraverso marchi di qualità come DOP e IGT; ampliare la gamma varietale con nuove apirene in grado di adattarsi agli areali italiani e di rispondere alle richieste crescenti dei mercati internazionali; ridurre i costi di impianto e gestione dei vigneti per migliorare la competitività.

Coltivazione delle uve senza semi: i numeri

Il comparto dell’uva da tavola sta dunque vivendo un periodo di forte trasformazione. Le varietà storiche con semi Vittoria ed Uva Italia non trovano più il largo consenso che avevano qualche anno fa da parte dei consumatori che prediligono sempre di più le “apirene”, seedless, cioè senza semi. Si è assistito e si assiste così alla sostituzione dei vecchi vigneti, giunti al termine del loro ciclo produttivo, con nuove varietà. Apprezzate per la facilità di consumo, la croccantezza e l’estetica, queste uve stanno trainando l’export, con incrementi significativi in aree come Rutigliano, Noicattaro e Adelfia, dove nel 2025 le cultivar “seedless” hanno superato per estensione quelle tradizionali.

Già nel 2024, in tutta la Puglia (che da sola detiene circa il 60% della produzione nazionale d’uva da tavola) le varietà apirene hanno superato, in termini di produzione, quelle tradizionali. Ma questa “conversione” è in atto ovunque, in particolare in Sicilia, dove negli ultimi anni gli investimenti tecnologici e le innovazioni varietali stanno ridisegnando un assetto lungamente protrattosi per decenni. 

La diffusione globale delle varietà apirene ha profondamente trasformato il mercato internazionale dell’uva da tavola, spingendo la produzione verso livelli record con un incremento del 20% nell’ultimo decennio. Questo cambiamento ha favorito i Paesi emergenti, come Perù e Cile, che hanno costruito il loro successo proprio sulle seedless, mentre produttori tradizionali come l’Italia hanno faticato a tenere il passo, legati ancora in gran parte alle varietà classiche. Nonostante ciò, l’Italia mantiene la leadership europea, con circa un milione di tonnellate prodotte ogni anno e il 43% di quota export.

A livello mondiale, però, L’Italia ha perso posizioni passando dal primo posto, detenuto fino al 2010, al settimo, complice la forte prevalenza di cultivar con semi – come Italia, Victoria e Red Globe – che ancora dominano la produzione nazionale.

Quello che è certo è che il rinnovamento varietale implica anche la scelta di nuove tecniche colturali; queste prevedono il ricorso alle più moderne tecnologie, per gestire i fattori di produzione in modo preciso e sostenibile. Oggi sempre di più parliamo di “precision farming” che con l’aiuto di apposita sensoristica ci permette di gestire al meglio la risorsa idrica per soddisfare il fabbisogno idrico della coltura nelle diverse fasi fenologiche.

Irrigazione tradizionale dell’uva da tavola vs smart irrigation

Gli impianti irrigui di vecchia concezione per l’uva da tavola prevedevano l’installazione delle tubazioni secondarie in alto legate alla struttura del tendone con conseguente appesantimento della struttura. Le tubazioni in polietilene di differente diametro saranno maggiormente soggette alla degradazione da parte degli UV. Per ovviare a tale situazione si consiglia da sempre di interrare le tubazioni secondarie che a loro volta alimenteranno i laterali.

Gli erogatori tradizionali usati fino a qualche anno fa erano di tipo “a sigaro” caratterizzati da elevata portata (anche 16 Lit/h) e dall’assenza completa di sistema di compensazione. Questi erogatori venivano installati in numero di uno o due per pianta alla distanza di circa 2.5 – 1.2 metri concentrando l’acqua in un unico punto favorendo lo spreco in percolazione della risorsa idrica e dei concimi aiutati spesso dalle particolari caratteristiche dei suoli molto ricchi di scheletro. L’assenza di compensazione fa sì che in presenza di filari lunghi e soprattutto anche di leggere pendenze l’uniformità di distribuzione è molto bassa. La maggior parte dei vecchi impianti sono gestiti manualmente con aggravio dei costi del personale e un non corretto uso della risorsa idrica. Spesso la distribuzione dei fertilizzanti viene operata con l’iniezione di pompe o sistemi che non permettono il controllo e la gestione della conducibilità e pH della soluzione nutritiva.

L’irrigazione di precisione invece – pur non essendo la soluzione più economica per quanto riguarda l’investimento iniziale – offre notevoli vantaggi quali-quantitativi nella fase produttiva, consentendo consumi di acqua e fertilizzanti ridotti, nonché un uso di manodopera inferiore. Con un impianto progettato correttamente, in cui l’acqua e la soluzione nutritiva in essa disciolta viene distribuita uniformemente lungo tutto il filare, otteniamo grappoli ben formati e acini omogenei per dimensioni e colore. Inoltre, i frutti sono meno soggetti a spaccature e quindi meno esposti alla penetrazione di agenti fungini e si è osservato un aumento medio del peso del grappolo. Un’irrigazione corretta, con una gestione ottimale dell’acqua, ha infine effetti positivi anche sul quadro aromatico dell’uva da tavola e sulla capacità delle piante di utilizzare le sostanze di riserva nella primavera successiva.

Irrigazione a goccia dell’uva da tavola: vantaggi di un sistema completo

Nelle coltivazioni di uva da tavola, l’irrigazione non è una pratica “di soccorso” ma un intervento fondamentale per la riuscita ottimale del raccolto. I fabbisogni idrici stagionali, di fatti, variano mediamente tra i 2mila e i 4mila metri cubi a ettaro in funzione delle caratteristiche pedoclimatiche del sito e della precocità o tardività della cultivar oltre che alla tecnica di coltivazione praticata che in Italia prevede l’uso del metodo a tendone. Il metodo “italiano” che sempre più viene adottato in altri areali di produzione (ad esempio in Sudamerica) è da considerare come una vera e propria coltivazione protetta che permette di anticipare e posticipare la raccolta per soddisfare meglio le richieste del mercato.

L’erogatore ideale dovrebbe fornire una portata sensibilmente costante al variare della pressione, non essere soggetto ad occlusioni, possedere una buona omogeneità di fabbricazione, conservare inalterate le proprie caratteristiche nel tempo e costare poco. Gli impianti irrigui di vecchia concezione su uva da tavola prevedevano l’utilizzo di erogatori di vecchio tipo progettati e studiati almeno 30 anni fa.

Gocciolatore per l'irrigazione dell'uva da tavola - iDrop Normal Irritec

Per gli agricoltori amanti degli erogatori di tipo on-line Irritec suggerisce al posto dei vecchi gocciolatori a sigaro i nuovi gocciolatori iDrop® che sono auto compensanti e quelli con uscita Multifunzione permettono l’inserimento di un microtubo per facilitare la caduta dell’acqua nella posizione voluta. La sostituzione dei gocciolatori di vecchia concezione con quella di ultima generazione permette di migliorare l’uniformità di distribuzione mantenendo l’impianto precedentemente installato. Ma ad oggi la soluzione più versatile e performante è l’impiego dell’ala gocciolante.

Impianto di irrigazione con ala gocciolante

Oggi Irritec è impegnata nello sviluppo di nuove soluzioni miranti a distribuire la risorsa idrica in modo uniforme per raggiungere il massimo risultato produttivo. A tale scopo l’azienda suggerisce l’uso delle ali gocciolanti integrali di tipo autocompensante: come Multibar C con gocciolatore cilindrico e Multibar F con gocciolatore piatto. Nelle ali gocciolanti integrali i gocciolatori sono incorporati nel tubo in polietilene in fase di estrusione dando vita ad un’ala integrale priva di soluzione di continuità e senza asperità. Essendo questi dello stesso materiale del tubo, rispondono nello stesso modo alle sollecitazioni termiche e meccaniche. Inoltre, sono provvisti di labirinto a flusso turbolento (autopulente) dove si generano dei vortici che evitano il formarsi delle sedimentazioni.

Multibar C Multibar F Irritec - Ala gocciolante Uva da tavola

Le ali gocciolanti di tipo autocompensante che possono essere di diametro 16 o 20 mm consentono di irrigare filari di centinaia di metri con un’uniformità di erogazione prossima al 100% garantendo una crescita e produzione omogena delle piante coltivate. I gocciolatori di diversa portata (1.6 – 2.1 – 2.9 – 3.8 Lit/h) sono inseriti nel tubo di polietilene in fase di produzione (per questo si dicono coestrusi) alla distanza preferita. L’uso di distanze pari a 50 – 60 – 75 cm consentono di realizzare una striscia umida continua sul terreno a tutto vantaggio del sistema radicale e del suo assorbimento della soluzione nutritiva.

La subirrigazione nella coltivazione dell’uva da tavola 

Le ali gocciolanti possono essere installate appoggiate al terreno (metodo poco utilizzato nell’uva da tavola), legate al filo di sostegno (più utilizzato) oppure interrate, facendo ricorso alla pratica della subirrigazione. Grazie ai vantaggi insiti nella tecnologia Rootguard®di Irritec, la viticoltura è quella che più ha adottato la tecnica interrata sia su impianti di nuova costituzione sia su vigneti adulti da tavola e da vino. La maggior parte degli impianti prevedono l’utilizzo di un’ala gocciolante interrata a circa 30 – 40 cm di profondità posta al centro dell’interfila con gocciolatori da 2.1 o 4 Lit/h posti alla distanza di 50 – 100 cm. In presenza di terreni molto drenanti è possibile interrare le ali ad una distanza minore rispetto alla fila compatibilmente con il tipo di portinnesto. L’interramento delle ali gocciolanti negli impianti viticoli a tendone rende possibile il transito delle macchine operatrici anche durante gli interventi fertirrigui senza rischiare di bagnarsi.

Subirrigazione Uva da Tavola - Multibar C Rootguard Irritec

Nei vigneti a tendone, l’interramento del sistema irriguo evita che i grappoli, posizionati inferiormente ai punti goccia, vengano bagnati con prevedibili aumenti delle malattie fungine. Notevole si è dimostrato il risparmio idrico, la maggiore efficienza della fertirrigazione e il controllo delle erbe infestanti per le quali si sono resi sufficienti pochi interventi superficiali con attrezzi molto leggeri e per giunta durante le ore d’irrigazione. Rispetto ad altre tecnologie presenti sul mercato, il metodo Rootguard® ha il vantaggio di proteggere i gocciolatori dall’intrusione radicale in modo indipendente dagli interventi irrigui.

Irrigazione climatizzante

All’interno dei tendoni si raggiungono temperature molto elevate che, oltre a bloccare la normale fisiologia delle piante, con conseguente perdita di produzione sono pericolose anche per gli addetti. Tanto è vero che in molte regioni vige il divieto di lavorare sotto i tendoni nelle ore più calde della giornata. Per ridurre la temperatura Irritec propone la sua linea di irrigatori climatizzanti che sfruttando il passaggio di stato liquido – gassoso assorbono calore dall’ambiente riducendo la temperatura a livelli accettabili per le persone e le piante. Tutto il sistema può essere automatizzato e non comporta rischi per le piante circa lo sviluppo di malattie fungine. Gli interventi irrigui sono di brevissima durata e l’acqua spruzzata ad elevata pressione (4.0 – 5.0 Bar) evapora immediatamente assorbendo il calore circostante.

Irrigazione dell’uva da tavola fuori suolo 

Oltre ai classici impianti a tendone, si stanno diffondendo nuovi sistemi fuori suolo che mirano ad aumentare le rese produttive limitando al contempo l’uso di manodopera, acqua e fertilizzanti.

Da alcuni anni Irritec fa ricerca su coltivazioni fuori suolo dove occorre gestire l’irrigazione con interventi brevi e frequenti, arrivando a 12-15 erogazioni giornaliere nei mesi in cui il fabbisogno idrico è maggiore. In questi casi, servono impianti irrigui ad hoc che tengano conto anche delle caratteristiche chimico-fisiche del substrato di coltivazione e della dimensione dei vasi per distribuire in modo preciso acqua e concime.

La fertirrigazione dell’uva da tavola: più cura della vite, più qualità

Le coltivazioni su suolo come nel fuori suolo necessitano anche di sistemi di fertirrigazione in grado di soddisfare le esigenze delle viti nelle diverse fasi e di monitorare sia il pH sia la conducibilità elettrica (EC) dell’acqua per rendere sempre disponibili i nutrienti somministrati.

Shaker set - fertirrigatore Irritec - Fertirrigazione dell'uva da tavola

Indicato per la viticoltura fuori suolo, Irritec Shaker Set è installabile in linea o in bypass (per portate maggiori) e inietta nei tubi fino a 4 fertilizzanti a set di pH e EC. Il programmatore Commander Evo® integrato consente di abbinare alla gestione del pH e dell’EC altre funzioni utili. Ad esempio, è possibile attivare uno o più programmi irrigui in funzione della temperatura ambientale o dell’irraggiamento solare, rilevati con apposite sonde.

L’aggiunta all’impianto irriguo di strumenti di monitoraggio (stazioni meteo o sensori di umidità, temperatura ed EC del substrato) permette di controllare costantemente lo stato idrico delle viti e quindi di impostare dei calendari irrigui specifici in funzione degli obiettivi agronomici.

Le soluzioni offerte da Irritec sono diverse per rispondere meglio alle esigenze dei produttori di uva da tavola che dovranno decidere il livello di tecnologia da immettere nel loro impianto. Adottando il Ferticlick, sia nella versione Pump che By-Pass è possibile iniettare un solo fertilizzante per volta. Con il Dosabox Junior Advanced è possibile iniettare fino a tre fertilizzanti in modo proporzionale e gestire manualmente il pH e la EC. 

L’automazione degli impianti irrigui in un’ottica 5.0 con Irritec

L’evoluzione della pratica irrigua nel corso degli ultimi decenni ha fatto emergere nuove esigenze di gestione degli impianti per ottenere il massimo risultato in termini di risparmio idrico, riduzione del consumo energetico e di gestione di tipo agronomica.

Nell’agricoltura moderna e di precisione l’automazione è un aiuto indispensabile per la gestione degli impianti irrigui. La gestione da remoto degli impianti ha diversi vantaggi perché permette:

  • di risparmiare la risorsa idrica erogandola in modo preciso e tempestivo;
  • di risparmiare fertilizzanti distribuendoli nei modi, nelle quantità e nei tempi opportuni a beneficio dei costi e dell’ambiente;
  • di gestire da remoto e da ogni luogo permette un risparmio della manodopera;
  • di irrigare durante le ore notturne;
  • di gestire grandi comprensori irrigui e avere sempre e in tempo reale la situazione sotto controllo;
  • di gestire in modo diretto impianti, con pieno controllo da parte della proprietà aziendale.

Per raggiungere tali obiettivi Irritec ha sviluppato nel tempo diverse soluzioni che sono sempre in evoluzione tenendo il passo con l’evoluzione della tecnologia.

Un sistema di controllo remoto consiste in un programmatore che gestisce il sistema, dei sensori di vario tipo, le elettrovalvole poste sul campo anche a notevole distanza e un sistema che li mette in connessione. I programmatori della serie Commander (EVO Basic, Plus, Gold) rappresentano il cuore di questo sistema. Il primo viene consigliato per le colture estensive, il secondo per le aziende agricole di grandi dimensioni e il terzo per le coltivazioni fuori suolo. I vari modelli possono gestire fino a 216 valvole, organizzare ben 20 programmi irrigui distinti, gestire il tempo dell’irrigazione anche in secondi, in modo volumetrico o a domanda grazie all’ausilio di sensori ambientali che rilevano la temperatura o la radiazione solare.

È possibile gestire tutto il sistema da remoto attraverso l’applicazione web “Farmonitor” e, gestire fino a 5 pompe autonome, le stazioni di filtraggio, inviare allarmi e dialogare con altri dispositivi come contatori acqua, contatori fertilizzanti, manometri differenziali, ecc.

Contemporaneamente alla gestione dell’irrigazione la serie Commander® consente di gestire in modo automatico anche la distribuzione dei fertilizzanti iniettando fino a 4 diverse sostanze nutrienti e ad un acido, secondo un set di pH e EC (Conducibilità Elettrica della soluzione nutritiva) prestabilito oppure, a volume o in modo proporzionale al flusso idrico.

Grazie a questa tipologia di programmatori l’agricoltore potrà decidere oltre alla durata dei turni irrigui le diverse ricette per la somministrazione dei fertilizzanti alle varie colture in atto, inoltre, potrà decidere la tempistica di iniezione erogando acqua in una prima fase, acqua e concimi successivamente e terminare le operazioni erogando solo acqua mantenendo puliti gli impianti.

Il collegamento tra il programmatore Commander® e le elettrovalvole in campo può avvenire tramite cavi elettrici oppure attraverso sistema radio. Il primo è una connessione di tipo tradizionale valido fino a determinate distanze e per un certo numero di valvole mentre, il secondo, permette di raggiungere anche distanze di oltre 4.5 Km, sfruttando la bassa frequenza e senza i problemi causati dagli ostacoli come edifici o colline.

Per la gestione tramite radio al programmatore Commander, dovrà essere aggiunto un trasmettitore, un’antenna e il ricevitore posto in campo che, a su volta, potrà gestire due valvole dimezzandone i costi. Il ricevitore è dotato di batteria a lunghissima durata e tramite semplice filo elettrico di collega alle elettrovalvole. Inoltre, è possibile aprire contemporaneamente più valvole e gestire il tutto tramite Internet: tale soluzione permette l’automazione anche dei vecchi impianti di tipo manuale evitando gli scavi per il passaggio dei cavi elettrici che spesso sono causa di rotture delle tubazioni interrate. Il sistema radio, infine, in caso di fulmini, limita il danno ad un singolo ricevitore e non a tutto il sistema interconnesso tramite fili.

La gestione data-driven e automatizzata nell’irrigazione dell’uva da tavola

L’esigenza di una gestione sostenibile dell’agricoltura sta portando le aziende a dotarsi di sistemi che consentono di rilevare i parametri microclimatici in campo ed utilizzare modelli decisionali (DSS) per la previsione delle avversità e per una corretta gestione degli interventi irrigui e fitosanitari.

I sistemi Irritec sono costituiti da una stazione meteorologica, dotata dei tradizionali sensori meteo-climatici (pioggia, vento, radiazione solare, pressione atmosferica), che può essere estesa con unità wireless dotate di sensori micro-climatici (temperatura e umidità dell’aria, bagnatura fogliare, umidità del terreno); queste unità wireless, posizionate in campo, acquisiscono i dati micro-climatici e li trasmettono via radio alla stazione principale, la quale, disponendo di un sistema di connettività LTE e della relativa SIM, trasmette tutti i dati su una piattaforma cloud.

Stazione agrometeo Irritec uva da tavola

L’uso puntuale dei dati agronomici

Gli agricoltori possono quindi visualizzare tutti i dati (sia in tempo reale che storici) ed utilizzare i modelli che elaborano tali dati e che sono necessari per fare fronte alle diverse esigenze agronomiche: infatti, oltre all’analisi dei dati raccolti, la piattaforma prevede anche modelli per il calcolo del fabbisogno idrico, per l’analisi dello sviluppo e/o del rischio di infezione delle principali avversità fitosanitarie e per il calcolo dei principali indici colturali. Con l’ausilio di questi modelli, gli agricoltori ed i loro consulenti possono avere dati oggettivi e misurabili per decidere le migliori strategie di gestione in campo.

Per quanto riguarda le attività volte a ridurre l’utilizzo di acqua, i sistemi proposti da Irritec includono un modello di calcolo del fabbisogno idrico della coltura, in relazione alle condizioni meteo-climatiche ed allo stadio di sviluppo. Tramite tali modelli, il sistema restituisce, giorno per giorno ed in ciascun punto di misura, il quantitativo di acqua persa per evaporazione dal suolo e traspirazione della pianta, traducendo le quantità in litri per metro quadrato, e realizza un bilancio idrico che include i cumulati di pioggia e gli eventuali interventi irrigui.

In aggiunta, i sensori volumetrici di misura dell’umidità del suolo consentono di misurare in modo accurato la percentuale di acqua nel terreno, a più profondità. Anche in assenza di impianto di irrigazione, queste informazioni sono di grande utilità per decidere le lavorazioni del terreno e la gestione dell’apparato fogliare.

Una miglior difesa dai rischi fitosanitari e climatici

Oltre ai vantaggi sopra esposti, le aziende possono beneficiare anche di modelli per l’analisi dello sviluppo e/o del rischio di infezione delle principali avversità fitosanitarie. Per ciascun punto di rilevazione il sistema valuta le condizioni microclimatiche in relazione ai diversi cicli di sviluppo dei patogeni, con particolare riferimento alle temperature ed alle ore di bagnatura fogliare (distinguendo tra pagina superiore e inferiore delle foglie) rilevate all’interno della chioma e/o al livello della vegetazione, caratteristica essenziale per ottenere una maggiore affidabilità dei modelli agronomici. Con l’ausilio di questi modelli, gli agronomi ed i tecnici possono avere dati oggettivi e misurabili per decidere le migliori strategie fitosanitarie e verificare l’efficacia dei trattamenti effettuati.

Sono presenti anche altre funzionalità, a seconda della configurazione di sensori prescelta: ad esempio, per ciascun punto di misura è disponibile un modello di previsione delle gelate notturne, che stima già nel pomeriggio la probabilità di una gelata nella notte successiva. È quindi possibile impostare soglie di allarme (sia sul rischio gelata che sulle temperature), per organizzare eventuali pratiche di emergenza e ridurre i danni e la perdita di produzione.

Infine, tutti i dati raccolti sono archiviati permanentemente nel sistema cloud. È quindi possibile realizzare e stampare report annuali, con l’indicazione dei dati medi e cumulati delle varie grandezze meteorologiche, e comparare tali dati con le fasi indicate nell’agenda fenologica disponibile sul sistema, anno per anno.

3 Settembre 2025

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